5 ottobre: CORTEO STUDENTESCO!

Venerdì 5 ottobre, ore 9 in ss. annunziata, CORTEO STUDENTESCO

Le lotte degli anni ’60 e ’70 hanno portato al miglioramento della condizione studentesca italiana. Nell’immediato seguito il potere, dopo esser stato costretto ad effettuare queste concessioni, ha avviato un lento processo di sgretolamento delle conquiste raggiunte, aprendo una vera e propria guerra al diritto allo studio.

Di anno in anno nuove riforme ci portano sempre più col culo per terra; Moratti, Fioroni, Gelmini, Profumo, tutti con lo stesso obiettivo: la distruzione della scuola pubblica.Nel quot

idiano scolastico che viviamo, molte sono le riflessioni da fare su questa scuola che più che fonte di istruzione e creazione di coscienze critiche, sembra essere un laboratorio di trasformazione da ragazzo ad automa.

La bellezza del pensiero si manifesta nell’abilità di collegare e confrontare ciò che vediamo e conosciamo, abilità che dovrebbe essere coltivata anziché ostacolata da uno studio nozionistico. La curiosità innata che è dentro di noi viene soffocata dal voto, metro di giudizio e realizzazione dello studente, e dalla competizione, che nasce inevitabilmente con gli altri compagni. Gli ormai reintegrati esami di riparazione, non sono altro, che il frutto del meccanico pensiero di chi vede la scuola come” un ospedale che cura i sani e manda a casa i malati”.

Vogliamo una scuola come contesto dove poter arricchire le nostre conoscenze e sviluppare la capacità intellettiva e non “un’azienda” che ci prepari a una vita di repressione e sfruttamento.In ambito universitario, le condizioni non migliorano, le tasse di iscrizione aumentano di anno in anno mentre le iscrizioni diminuiscono, ed i libri raggiungono ormai prezzi spropositati. Gli studenti si vedono costretti a sacrificare approfondimenti e curiosità, inseguendo il necessario per affrontare gli esami; rimanere indietro significa altri soldi da sborsare. E’ principalmente sull’università che si concentra la riforma del nuovo ministro dell’istruzione Profumo, basata sulla meritocrazia ( ovviamente di chi dice quel che vogliono sentirsi dire), e che preferire chi già in partenza avrà i migliori strumenti socio-economici, ma che non rimarrà comunque indifferente al mondo scolastico.

La riforma prevede, in base ai criteri prima elencati;

– L’INTRODUZIONE DEL PREMIO “STUDENTE DELL’ANNO”

cassa di risonanza per i concetti di competizione e arrivismo, instaurando sempre più una mentalità aziendale.

– LA CREAZIONE DI UN PORTFOLIO ( CURRICULUM VITAE)

che descriva, giudichi e classifichi il percorso scolastico degli studenti fin dai primi anni di studio.

– ULTERIORI TAGLI ALL’UNIVERSITA’

ormai ridotta in macerie, con l’istituzione di due differenti università dividendo gli studenti in classi in base al reddito

– TAGLI ALLE BORSE DI STUDIO

impossibilitando gli studenti con basso reddito al proseguimento degli studi

INSERIMENTO DI TEST PSICOATTITUDINALI E VALUTATIVI AI TEST D’INGRESSO

già introdotti nelle numerose facoltà con numero chiuso

“Merito”, “competitività”, “eccellenza”, performance”, appaiono ossessivamente nel testo di legge, con il chiaro obiettivo di creare nuova forza-lavoro disciplinata e docile.

Le iscrizioni ai licei diminuiscono, mentre i tecnici e i professionali si riempiono, fenomeno che crea inevitabilmente il così detto sovraffollamento. Questo non è altro che il sintomo della pressione posta dai genitori verso i propri figli, consapevoli che con un diploma liceale, e senza laurea, un giovane non ha niente per le mani, come biasimare un genitore che agisce in tale modo? Le speranze di una vita migliore per i figli sono però vane, la situazione lavorativa non smette di peggiorare ed aumentano le chiusure degli stabilimenti lavorativi, lasciando senza lavoro decine di migliaia di persone, i padroni che scappano con i “quattrini”, lasciando i dipendenti alla disperazione e la disoccupazione.

Tagli dei fondi pubblici e al sociale , aumento dell’IVA, privatizzazioni, aumento dell’età pensionabile, riduzione dei salari e aumento del costo della vita, questa la soluzione che il governo di banchieri dà, per uscire da questa ennesima crisi. Sacrifici per il bene del paese e di tutti, ci chiedono, ma sacrifici per il loro profitto e benessere ci portano realmente a fare. Questa crisi non appartiene a noi, questo debito non è nostro e non sta a noi ripagarlo.

Ciò che si sta delineando è un conflitto che non possiamo ignorare, sia all’interno di scuola ed università, che in ogni altro aspetto coinvolto nella nostra vita. E’ necessario bloccare il meccanismo di isolamento sociale, che in periodo di crisi siamo portati automaticamente ad aumentare, dobbiamo essere solidali fra noi e contrastare gli attacchi che il potere ci lancia quotidianamente. Dobbiamo reagire attivamente, dobbiamo fargli presente che ci siamo e che non possono fare a modo loro, una società migliore e una vita migliore sono possibili, è il momento di scendere in piazza per manifestare il nostro dissenso.

I DIRITTI NON SI MERITANO, SI CONQUISTANO!

PER UNA SCUOLA E UN’UNIVERSITA’ CHE NON SIANO ASSERVITE ALLE LOGICHE DI MERCATO

 

 

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